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MARIA GRAZIA NAPPA - POESIE

BEL ESPRIT - ARTIUM SODALITAS



Maria Grazia Nappa, foto di Stefano Tommasi


da Nata intera



Madre

Se potessi consolarmi nel tuo cervello,

arricchirei di abbondanza

ogni seme di te.

Nelle notti scadenti

dentro una carezza elettrica e neonata,

tu mi dici: sei nata intera.

La tua mano pallida

cucita con ago d’argento

alla mia negligenza

si trasforma in scoperta;

perenne di noi.

La mia risposta circola nel tuo sangue;

perdonami.


Indietro

Girandomi indietro,

gli amori che mi hanno rapita,

il sale venir giù col sudore,

le mie convinzioni atrofizzate su un altare;

io credo di aver ricevuto un miracolo.


Ho dovuto reinventarmi dal mio grembo,

vegeta, non più vegetale,

mi riconosco nella colla fissata

delle maniglie antiche di ottone;

la mia indole selvatica

rimane incastrata nel pensieri.


Io godo della bellezza di ciò che non si vede

e di cui sono privi tutti i ciechi di amozione.






 


da La grazia degli invisibili



Nulla

Non mi soffermerei sull’azzurro

né sul verde speranza

mai più sul giallo.

Zittirei gli ideali,

la nebbia soltanto mi vestirebbe,

muterebbe la soggezione della voce.

Senza di te,

non invocherei circostanza alcuna.

M’invaghirei però della morte,

del profumo fermo di una bianchezza

né pura né significativa.


Nostalgia

Una chimera inaspettata

temo all’orizzonte.

Per tale inganno

che nel fremito trova riparo,

ridurrò l’arrendevole, tenero cuore

alla sedentarietà;

bambinesca

appare l’immagine sua

al cospetto della luna.


Temo e desidero il peggio:

ridurmi all’animalesca nostalgia

per sempre.


Fine settembre

È spuntata una nube

a lanciare dall’alto le stelle.

Smuove la folta criniera

l’ammasso di luce,

esplosiva fredda d’acciaio

la quiete armonica

che sugli alberi scuri riposa.


S’affaccia come una peonia tra mille,

lo splendore della cupola celeste,

gli spiriti sopra le teste,

infine i sepolcri su settembre,

e una regale apatia

sul volto tuo assente.


Mille modi

Dammi mille modi per esplodere

Affinché io possa coltivare la solitudine.

Assorbo il peso del silenzio con rassegnazione

E risulta comodo accettate la poesia.


Dovrei proporre giochi nuovi alla nostalgia.

Spargere d’argento gli antichi turbamenti.


Mezzogiorno di maggio

Sono destinata a minuscoli pezzi di cielo.

Durerei quanto una pagliuzza nella poltiglia

se mi ostinassi a spegnere l’incendio

— il mio stomaco è un nido di rondine —

orticello da cui segretamente

sporge una finestra.


Segretamente, dalle creature del cielo

imparo a conoscere il vento:

la terra incoraggia le nuvole longeve a tingersi magenta.,

a pulsare come un bocciolo di tulipano nella pupilla.

Sarà questa forse la gioia effimera, diurna:

una croce che si fa gratitudine.

D’altronde, persino la Stella incontra le ombre;

che gli uomini imparino tutti a rassegnarsi alla vita.








 


Maria Grazia Nappa ha esordito con la raccolta poetica Le brutture dei cuori scalzi. Nel 2019 ha pubblicato Nata Intera con Edizioni la gru. Nel 2021 per Carta canta editore ha pubblicato La grazia degli invisibili all’interno della collana diretta dal poeta Davide Rondoni.


Suoi componimenti sono apparsi su varie riviste letterarie.



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