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FRANCESCO ZEVIO - SUL PREMIO STREGA DELLA POESIA

Aggiornamento: 28 lug 2023

BEL ESPRIT ARTIUM SODALITAS



Salvador Dali Simoniaci, 1964

Apprendo, con mesi di ritardo, dell’istituzione del premio strega poesia. E la prima cosa che penso, forse la seconda, in ogni caso la meno scurrile, è più o meno questa: un premio di poesia, se ne sentiva la mancanza. In ogni caso, ora ch’è fatta, resta da vedere che cosa di preciso sarà premiato da questo premio. Se si assume che, proprio come si può leggere in un resoconto della cerimonia di presentazione, non esiste la poesia, ma le poesie (cosa che, sia detto qui di passaggio, vale pure per le giurie…) allora resta appunto da vedere che poesia sarà premiata dalla giuria di questa nuova stregoneria letterario-editoriale.


Personalmente, credo che questo premio servirà prima di tutto a incoraggiare la candidatura della poesia al rango di bene di consumo. Dopotutto, nei discorsi che si sono sentiti all’inaugurazione del nuovo premio, tra belle parole e bellissimi propositi s’è anche parlato di produzione editoriale, di crescite del 20%, di long-seller, di moltiplicazioni di reading, di poetry slam… pare di capire che la poesia stia facendo bene i compiti: ha meritato il diritto e l’opportunità d’essere presentata e introdotta in società, ovvero in borsa. Punto percentuale dopo punto percentuale, l’indomita e fiera arte primordiale sta pian piano colmando lo scarto che la separa dal suo cuginetto di città, il romanzo, sussunto e convertito ben prima di lei alla logica del consumo. E forse chissà… forse nei prossimi anni, oltre ai romanzi di spiaggia, esisteranno anche sillogi da bed and breakfast, o da voli low cost.


Esistono tante poesie? Auguriamoci che questo premio non finisca col premiare la poesia resiliente. Resilienza – questa virtù tecnologale richiesta all’homo industrialis per sviluppare la sua capacità d’adattamento a condizioni d’esistenza sempre più degradate (e degradanti) senza sognarsi di mettere radicalmente in dubbio il processo stesso del degrado e i suoi agenti – una poesia della resilienza, prima di tutto, una poesia capace d’adattarsi allo squallore antropologico, ambientale, intellettuale, culturale… e di sfruttarlo, magari proprio ponendosi come poesia-balsamo, surrogato di cosmetica o farmaceutica, portando avanti una concezione della poesia in quanto nobile ciliegina sulla torta della letteratura, mentina sentimentale che copre la puzza della putrefazione interna dell’intero corpo di una cultura.


Il rischio è che la poesia sia sempre più giudicata sulla base della sua capacità d’adattamento alla presente fase del sistema industriale. A questo proposito, i discorsi e le varie iniziative editoriali che vanno moltiplicandosi intorno al rapporto della poesia con internet e i nuovi media mi sembrano sintomatici. La poesia – una poesia! con giurie concomitanti – ha trovato terreno ed elementi idonei al suo pullulare: il narcisismo, la vanità delle masse digitalmente aumentate, tecnologicamente parassitate, intellettualmente degradate dall’ingiunzione al consumo, dalla promozione di valori e sentimentalismi confezionati dall’industria ideologica e culturale.


Esiste anche un mercato per le belle parole e i bellissimi propositi. Auguriamoci che non sia questa poesia balsamica, ad essere premiata… e a maggior ragione, visto che alla presentazione s’è pure parlato di Lucrezio, auguriamoci anche che, premi o non premi, esista e sopravviva una poesia capace di mescolare miele (miele: non i dolcificanti sintetici di quest’epoca di trionfo dell'informale) e amarum absinthi laticem, l’amaro succo dell’assenzio.


 

Et in Arcadia EGO



ἀλλὰ τίη μοι ταῦτα περὶ δρῦν ἢ περὶ πέτρην

Esiodo, Teogonia



Ippocrene infestata di zanzare.

Tra pietra e quercia pullula la cimice

delle notifiche –

l’asfalto non può schiudersi in cicale.

Non un fiore

ormai

per le lacrime del sole –

scarica gratis vacanze a Dubai.

In loculi e agorà

digitali, sterilizzate,

nuovi vati attingono a realtà

aumentate…

e celebrano i fasti dell’industria

– incoscienti, ignoranti, spensierati –

da api fatti ormai

locusta.




 



Salvate la Poesia dal mercato e con essa voi stessi


"In occasione del Premio Strega Poesia, dichiaratamente istituito sull’onda delle vendite, lanciamo questa petizione per raccogliere voci dissidenti..."




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