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UNA PROVA DI FORZA ANACRONISTICA

ITA/ENG

English translation by Francesco Zevio


Putin, the Tsar of all the Russias


Non è necessario essere filoatlantisti per trovare le azioni intraprese da Putin in Ucraina anacronistiche e preoccupanti. E questo, in particolare, nella forma: nel modo in cui sono state intraprese e portate avanti.


Mettiamola così: nei maggiori paesi che formano l’Europa (come Francia, Germania, Italia, Spagna…) la percezione delle possibilità della vita politica è diversa da quella nel regime di Putin. Questa percezione che, in opposizione a quanto scritto più in basso, potremmo qui definire laica, è importante perché contribuisce all’educazione del cittadino e dà forma alla sua idea di partecipazione alla cosa pubblica.


Nello specifico: se un cittadino vede che un oppositore politico non viene ucciso per strada, avvelenato col polonio durante un viaggio in aereo o messo in galera, nutre una diversa aspirazione al cambiamento. Tutto ciò non porta alla Libertà, ma può educare alla Libertà.


Ecco: nel regime installato da Putin e alleati in pectore (il comuconsumista Xi Jinping, gli illuminati ayatollah dell’Iran, il caro leader Kim…) questo non avviene. I cittadini di questi paesi vivono isolati, braccati, mentalmente (e spesso anche fisicamente) incarcerati dai loro leader e dai sistemi che essi rappresentano.


Certo: nei paesi europei, una volta giunti ai vertici del Potere, per cause note a tutti (risultato della seconda guerra mondiale), la libertà d’azione geopolitica si riduce molto. Ma questo è sotto gli occhi di tutti, né è il punto della questione. La questione, per noi, rimane la forma.


Forse per certi opinionisti filoputiniani-coi-confini-degli-altri il regime di Putin instaurato in Russia è una proiezione della loro aspirazione a un Potere teocratico, di un paternalismo e di un machismo demodé che noi pensavamo di aver superato già con la fine dei disastri delle due guerre mondiali… in Europa!


Nel caso dell’Ucraina, Putin poteva usare i mezzi (del resto a lui già noti e ampiamente praticati) consentiti dall’agone geopolitico moderno per risolvere le varie dispute: piccoli colpi di stato, gruppi spontanei di cittadini che si liberano da questo o quel regime e insomma, il campionario di azioni moderne per destabilizzare e influenzare uno stato che fa gola. Questo voleva dire fare la guerra, in epoca atomica.


Lui invece ha deciso di mandare l’esercito regolare della potenza con la disponibilità più alta di testate nucleari dentro i confini di una nazione sovrana… in Europa! Questo è il più grave errore-orrore che possiamo imputare al regime di Putin: questo è l’anacronismo che ci pare molto, molto preoccupante.


E ora? L’Europa si è forse dimostrata debole, impotente, decadente? Un’azione militare diretta contro Putin sarebbe come rispondere a incoscienza con incoscienza. Di fronte ad una assurdità tale le sanzioni bastano? che altro si può fare? Forse una bomba o due su Mosca? Pietroburgo? Pechino?

No: la società e le opinioni pubbliche europee si stanno dimostrando forti, e questo perché stanno evitando di rischiare l’annichilimento della specie umana con azioni sconsiderate… come lo è, in potenza, quella intrapresa dall’uomo forte del Cremlino. Sperando che questa dell’Ucraina sia la sua ultima pazzia.


Chi sostiene le ragioni di Putin afferma che la sfera d’influenza atlantica si è allargata eccessivamente verso quella del leader russo o, teocraticamente parlando, verso il suo feudo… ma dove sta scritto che, nel 2022, il popolo di una nazione sovrana non possa decidere di mutare la propria collocazione nella scacchiera dei poteri, divenendo satellite di un polo politico-economico che ritiene più conveniente alla propria esistenza?


Perché l’uomo medio ucraino o bielorusso non potrebbe guardare verso Berlino o Parigi o - più volgarmente - verso Bruxelles, come un modello e una prospettiva diversa rispetto a quella che fino a ieri ha vissuto sotto l’impero sovietico di allora e la sua ombra odierna? E se pure guardasse a Parigi o a Berlino sotto l’influenza più o meno forte di soft power e spinte leggere (nudge), che male ci sarebbe?


Possiamo noi, dalle nostre case comode e sicure, decidere con tanta leggerezza chi deve fare da giardino neutrale a chi?!


Detto questo: oltre all’affetto che riserviamo agli Ucraini e alla loro reazione patriottica (perché sì: la Patria esiste solo là e solo quando ci si difende), come Movimento che crede fortemente nella fratellanza su base culturale tra i popoli - a maggior ragione tra quelli europei -, non possiamo non tenere in conto anche la sofferenza delle donne e degli uomini liberi in Russia. Uomini e donne che storicamente hanno già sofferto molto… da ultimo, due decenni di regime di Putin. Uomini e donne che fanno parte della nostra comune cultura europea: letteratura, musica, arte, filosofia, architettura. Abbiamo sentito - e speriamo non aver più a sentire - di censure a esponenti russi di questa comune cultura: cultura che non ha nulla a che fare con qualsivoglia regime, o ancora coi deliri eurasiatici di certi filosofi barbuti (il patriarca Dugin & Sons) che egli sfama. Filosofi che non scrivono più tradizione con la “T” maiuscola, ma direttamente con la tau… e chi vuole capire capisca.


La dignità dell’individuo (che non è per forza individualismo: sua possibile degenerazione) e il suo riconoscimento resta centrale nei nostri, seppure imperfetti, sistemi di governo; mentre in quelli teocratici centrale è il sistema stesso, la sua catena gerarchica. Per questo nello stato laico resta virtualmente possibile - proprio perché a mutare sono anche le esigenze degli individui - esprimere un’alternanza, una pluralità. È ovvio, o perlomeno perfettamente comprensibile, che persone viventi negli altri sistemi tendano ad aspirare al nostro… posto che gliene giunga notizia.


La speranza è che personaggi come Putin e alleati vengano sempre più relegati ai margini della nostra storia: già è dura tollerare i nostri dittatorucoli-ragionieri tirapiedi di Commissioni e bandiere pluristellate i quali - almeno per il momento - sono storicamente costretti a tenere abbassata la cresta e a mantenere un atteggiamento più discreto nell’esercizio del Potere… figuriamoci chi, proprio come Putin, non solo si atteggia a dittatore, ma pure agisce come tale in una forma oramai anacronistica.


Χείρων



 


AN ANACHRONISTIC DEMONSTRATION OF STRENGTH



One does not have to be atlanticist to consider Putin's actions in Ukraine as anachronistic and troubling. And this, in particular, in the form: in the way they were undertaken and carried out.


Let me put it this way: in the major countries that make up Europe (such as France, Germany, Italy, Spain...) the perception of the possibilities of political life is different from that in Putin's regime. This perception, which - in opposition to what is written lower in this article - we could define here as secular, is important because it contributes to the education of the citizen by shaping his idea of participation in public affairs.


Let's be more specific: if a citizen sees that a political opponent is not killed in the street, poisoned with polonium during an airplane trip or put in jail, this citizen has a different aspiration for change. All this does not lead to Freedom, but it can educate to Freedom.


In the regime installed by Putin and his in pectore allies (the comuconsumist Xi Jinping, the enlightened ayatollahs of Iran, the dear leader Kim...) this does not happen. The citizens of these countries live isolated, hunted down, mentally (and often physically) incarcerated by their leaders and by the systems they represent.


Sure: in European countries, after having reached the top of Power, for causes well known to all (the result of World War II), freedom concerning geopolitical action is greatly reduced. But this is under everyone's eyes, nor is it the point of the matter. The question, for us, remains the form.


Perhaps for certain pro-Putin and far-from-Russia pundits the regime established in Russia is a projection of their aspiration to a theocratic Power, of a paternalism and a demodé machismo that we thought we had already overcome after the disasters of the two World Wars... in Europe!


In Ukraine's case, Putin could use the means (already known to him and widely emploied) to resolve the various disputes which are allowed by the modern geopolitical arena: small coups, spontaneous groups of citizens who free themselves from this or that regime and, in short, the series of modern actions available in order to destabilize and influence a state that is tempting. This meant making war, in the atomic age.


Instead of this, he decided to send the regular army of the power with the highest availability of nuclear warheads inside the borders of a sovereign nation... in Europe! This is the most serious error-horror that we can impute to the Putin regime: this is the anachronism that seems to us very, very worrying.


And now? Has Europe shown itself to be weak, impotent, decadent? A direct military action against Putin would be like answering recklessness with recklessness. In front of such an absurdity, are sanctions enough? What else can be done? Maybe a bomb or two on Moscow? Petersburg? Peking?


No: European society and public opinion are proving to be strong, and this is because they are avoiding the risk of annihilation of the human species with ill-considered actions... just like the one wich was undertaken by the Kremlin strongman. Hoping that this one in Ukraine will be his last madness.


Those who support Putin's reasons affirm that the Atlantic sphere of influence has expanded excessively towards that of the Russian leader or, theocratically speaking, towards his fiefdom... but where the hell is stated that, in 2022, the people of a sovereign nation cannot decide to change their position in the powers' chessboard, becoming a satellite of a political-economic pole that they deem more convenient to their existence?


Why couldn't the average Ukrainian or Belorussian man look towards Berlin or Paris or - more vulgarly - towards Brussels, as a different model and perspective than the one he experienced during the Soviet empire and he's now experiencing in its modern shadow? And even if it were to look to Paris or Berlin under the more or less strong influence of soft power and nudge, what's wrong with it?


Can we, from our comfortable and safe homes, so lightly decide who should be the neutral garden to whom?


Having said that: besides the affection we reserve for the Ukrainians and their patriotic reaction (Homeland exists only there and only when we defend ourselves), as a Movement that strongly believes in brotherhood on a cultural basis among peoples - all the more reason among Europeans -, we cannot but also take into account the suffering of free women and men in Russia. Men and women who, considering history, have already suffered a lot: most recently, two decades of Putin's regime. Men and women who are part of our common European culture: literature, music, art, philosophy, architecture. We have heard - and we hope to hear no more - of censorship of Russian exponents of this common culture: a culture that has nothing to do with any regime, or even with the Eurasian delusions of certain bearded philosophers (the patriarch Dugin & Sons) that he feeds. Philosophers who no longer write tradition with a capital "T", but directly with tau... and whoever has hears, let him hear.


The dignity of the individual (which is not necessarily individualism: its possible degeneration) and its recognition remain central in our, albeit imperfect, systems of government; while in theocratic systems the central position is held by the system itself and its hierarchical chain. For this reason, in secular states it remains virtually possible - since the needs of individuals can also change - to express an alternation, a plurality. It is obvious, or at least perfectly understandable, that people living in other systems tend to aspire to ours... provided that they receive news of it.


The hope is that people like Putin and his allies will be more and more relegated to the margins of our history. It is already hard to tolerate our bean-counter-dictactors, minions of Commissions and pluristellate flags who - at least for the moment - are historically forced to keep their heads down and to maintain a more discreet attitude in the exercise of Power... it is just not possible to tolerate people like Putin, who not only poses as a dictator, but also acts as such in a form that is now anachronistic.



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