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IL CANDELIERE - FLUSSO D’INCOSCIENZA

di Pasquino Fiorentino


ITA/ENG

English translation: Angela Favero



Pasquino

Ad orecchiare parte del “dibattito” sulla questione, risulta ormai chiaro come la cosiddetta transizione digitale si riveli, almeno per il mondo occidentale, uno dei principali e più definiti prodotti di questa crisi sanitaria.


La cosa è ormai data per scontata e ineluttabile, è già un fatto.

Il dibattito non si occupa più, e forse non si è mai occupato sul serio, di se (ovvero: se sia il caso di continuare sulla via di questa transizione, se i vantaggi di alcuni equivarranno agli svantaggi di altri, se i modi e le conseguenze di tale transizione siano trasparenti…) ma solo di come. Vale forse la pena ricordare che quello dei se è, propriamente, il campo della politica: ma un’altra cosa abbastanza chiara e che non c’è tempo né spazio per i se, poiché la linea ad alta velocità del mondo va avanti e i mercati, beh, i mercati si esprimono… sbalorditiva art pour l’art dei sistemi finanziari – andare, camminare, lavorare! dopotutto, è questa la vera marcia. E allora avanti, candido Gino… in avanti, cammino! [1]


Parlando in linea di massima (e rifacendosi a due categorie analitiche gramsciane), proprio come nella società politica non esisteranno più politici, ma solo esperti e maître conférencier – satelliti, lune di pianeti in cui si concentra la ricchezza – così nella società civile non esisteranno che tecnici e ciclofattorini.

Le Big five (e sorelle) della digitalizzazione si dispongono a espandere indefinitamente il giro degli affari per la gioia di alti quadri, dirigenti e azionisti. Ere economiche come ere geologiche – fossili di attività e di mestieri, di modi d’essere uomo ed esprimere la propria umanità e il proprio rapporto con il mondo tramite una certa attività – come fossili di piante, di licheni, di animali. Antropocene, digitalocene… survival of the fittest, sopravvivenza del più adatto – ce la vanno menando da Spencer e Verga a questa parte, difficile uscirne – uomo come animale razionale, homo homini deus, salvo tornare animale e basta quando il leviatano economico di riferimento deve mordere al collo.


Per il momento pensare è soprattutto difficile, ma presto può anche darsi che sarà fattore discriminatorio, chissà.

Pensare: servizi tv su novantaseienni che elogiano la scienza e i vaccini versus vita e filosofia come esercizio a morire nel Fedone platonico – l’esperienza dei nostri corpi, l’esperienza del nostro sé divenute il risultato di concetti medico-scientifici completamente vergini da qualsiasi lusinga o tentazioni di kantismo o pensiero storico-critico sui propri a priori, da qualsiasi intelligenza che si sforzi di comprendere e considerare prima di tutto sé stessa e i propri meccanismi – immane Waterloo e resa incondizionata della cultura letteraria, filosofica, umanistica.


Niente barricate fisse, niente azioni eroiche o sortite temerarie… via, alla macchia – disperdersi, mantenere i corrieri necessari e non sprecare una pallottola.




NOTE


[1] Il “candido Gino” si riferisce alla poesia Palinodia al marchese Gino Capponi di Leopardi; “in avanti… cammino!” a un passo di Rimbaud precedentemente pubblicato in questo sito; “andare, camminare, lavorare” a una canzone di Piero Ciampi.




STREAM OF UNCONSCIOUSNESS



Upon listening to part of the “debate” surrounding the question, it is clear that the so-called digital transition is, for the Western world at least, one of the main and most obvious results of this health crisis.


By now it is taken as granted and unavoidable, it is a fact.

The debate is not, and perhaps never really was, about the ifs (namely: if it would be desirable to continue on the way of this transition, if the advantages for some will equal someone elsess disadvantages, if the methods and consequences of this transition are transparent…) but only about how. It is probably worth mentioning that the field of the ifs is the field of politics: but it is also clear that there is not time nor space for the ifs, because the high-speed line of the world runs ahead and the markets express themselves… gobsmacking art for art’s sake of the financial systems – “andare, camminare, lavorare!” – after all, this is the real march. And so go ahead, “candido Gino”…”en avant, route!” [1].


Broadly speaking (and referencing two of Gramsci’s analytical categories), just as there will not be any more politicians in the political society, but only experts and maîtres conférenciers – satellites, moons of planets where riches are gathered – in the same way there will only be technicians and delivery men in the civil society.


The Big five (and sisters) of tech are arranging to expand indefinitely their turnover, much to the delight of senior cadres, CEOs and stakeholders. Economic ages like geological ages – fossils of activities and professions, of ways of being human and express through an activity one’s nature and his relationship with the world – like plant fossils, lichen fossils, animal fossils. Anthropocene, digitalocene… survival of the fittest – it has been repeated since Spencer and Verga, it is hard to snap out of it – man as a rational animal, homo homini deus, except when it is time for the reference economic leviathan to bite in the neck: then we go back to being mere animals.


For the time being, thinking is above all difficult… but who knows, soon it might become a discriminatory factor.

Thinking: television reports on ninety-six year-olds applauding science and vaccines versus life and philosophy as a “training for death” in Plato’s Fedone – the experience of our bodies, of our inner selves turned into the results of medical-scientific concepts, completely untouched by any temptation of Kantianism or historic-critical thought on one’s own a priori, by any intelligence attempting to first understand itself and its own mechanisms – an enormous Waterloo and unconditional surrender of literary, philosophical, humanistic culture.


No fixed barricades, no heroic deeds or temerarious sorties…away, on the run – scatter, keep the necessary couriers and not waste any bullets.




NOTES

[1] “Candido Gino”, literally “pure Gino” is a reference to the poem Palinodia al marchese Gino Capponi by Giacomo Leopardi; “en avant, route!” (translation: “go ahead, way”) is a quote from Rimbaud, previously published on this website; “andare, camminare, lavorare” (“to go, walk, work”) comes from a song by Piero Ciampi.