• culturainatto

COSA DÀ "VITA" ALLA MUSICA? -PARTE III

Aggiornamento: gen 17

di Carlo Tosato


Emozione e Coscienza


È passato un po’ di tempo dall’ultimo articolo che ho scritto su questo argomento immenso, ma sento questo capitolo come forse il più importante e il più complesso che abbia mai scritto. Inoltre sento che mi ci vorrà ancora molto, molto tempo per non solo capire, ma anche sentire quello che sto imparando riguardo le emozioni.

Sono onnipresenti, sono la base della nostra sopravvivenza e del nostro ragionamento, sono ciò che ci permette di sentire ancor prima di capire. Sono uno degli strumenti più potenti che abbiamo nel nostro mondo interiore e nel nostro milieu interno. Sono ciò che ci permette di vivere e di sentire di vivere, ci aiutano a scegliere i ricordi più importanti da tenere nella memoria a lungo termine, a discriminare gli eventi esterni e interni che meritano o necessitano del nostro focus di attenzione, e molto, molto, moltissimo altro.

Le emozioni non sono esclusive solo per l’uomo, l’evoluzione le ha “create” molto prima di noi, e moltissime altre specie animali possono sentirle, esattamente come noi, con l’unica eccezione che noi abbiamo aggiunto uno step in più: possiamo sentire il sentimento delle emozioni; in altre parole, siamo coscienti di esse.

Verrebbe da immaginarsi che queste entità, vista la loro estrema potenza e importanza, siano da lungo tempo oggetto di ricerca, ma appena dopo che alcuni curiosi si sono cimentati nello studio delle emozioni, cominciano poco a poco a rendersi conto che una ricerca scientifica seria e affermata su questo argomento è a dir poco recente. Si parla di pochi decenni. Ci sono molti fattori in gioco che hanno determinato questo “ritardo”, primo fra tutti l’enorme sviluppo tecnologico degli strumenti di misurazione e di ricerca ottenuto in questi ultimi anni, che ora permettono di andare ad analizzare quelle parti della nostra mente che prima era praticamente impossibile neanche vedere; tuttavia, esiste anche un fattore culturale, che affonda le sue radici nel netto dualismo cartesiano tra res extensa e res cogitans, ossia nella chiara divisione tra anima e corpo, o mente e corpo, o coscienza e corpo, oppure ragione e istinto. Le emozioni non erano ritenute degne dell’enorme interesse riservato invece alla nostra ragione, considerata il vero asso vincente del successo dell’essere umano, e ciò per cui vale la pena focalizzarsi e spendere le proprie energie per meglio comprenderla. Le emozioni, considerate appartenenti al corpo, risiedevano nella parte evolutivamente “più vecchia” dell’uomo, quella che alcuni avranno percepito come un fardello che ci lega ancora e malauguratamente al mondo animale.

Tale fattore culturale in alcuni casi si è tramutato in forma mentis, a sua volta cementificata in bias, protrattasi per lungo tempo, tra cui gran parte del secolo scorso. Questo bias ha dominato gran parte del mondo accademico e intellettuale per lungo tempo. Non ha dominato tutti, però. Come sempre accade, da un piccolo gruppo di studiosi che avevano cominciato a mettere in dubbio questa divisione manichea del nostro organismo, si è arrivati ai giorni nostri, con istituti dedicati esclusivamente a questa tematica, con una fervente ricerca a riguardo, atta a dimostrare che nulla è così tecnocraticamente diviso nel nostro corpo, e ogni cosa che è presente nel nostro organismo è fondamentale e vi partecipa con un numero così alto di interconnessioni che io stesso stento ancora a crederci.

Sento che questo nuovo ramo della ricerca ci sta portando finalmente nella giusta direzione, perché più lo si approfondisce, più domande sorgono. A nuove risposte sorgono nuove domande, sempre più specifiche ed importanti.

Un autore che più mi ha dato questa fantastica sensazione è Antonio Damasio, nel suo libro Emozione e Coscienza, edito in Italia nel 2000; esso sarà il principale focus di analisi del prossimo paragrafo. Damasio inoltre prima di questo libro aveva pubblicato L’Errore di Cartesio, dove dà il via a quel processo di smantellamento di quel bias che aveva contaminato il mondo accademico i decenni precedenti spiegato nelle righe di cui sopra.

Antonio Damasio

Cosa sono dunque le Emozioni?


Ciò che maggiormente ci contraddistingue dalle altre specie è la capacità di legare emozioni a idee complesse, valori, principi e giudizi. Per idee complesse si intendono anche idee astratte, immagini; in breve: configurazioni mentali. Le emozioni sono una reazione alle nostre relazioni con il mondo esterno, con qualsiasi oggetto che entra in contatto con noi e il nostro mondo interno. Molto spesso anche il nostro mondo interno è l’oggetto delle nostre emozioni, basti pensare a quando ci ammaliamo, quando da qualche parte nel nostro organismo succede qualcosa che potrebbe compromettere il nostro equilibrio psicofisico, o al contrario quando va tutto bene e ci sentiamo bene. Esiste però un confine, rappresentato dal nostro stesso corpo, che rende necessario distinguere i sentimenti dalle emozioni: le emozioni sono sostanzialmente pubbliche e dirette verso l’esterno (le espressioni facciali, il livello di sudorazione, il linguaggio del corpo e i comportamenti che possiamo notare nelle altre persone), i sentimenti sono privati e diretti verso l’interno, ossia ciò che proviamo e sentiamo dentro di noi.

È una distinzione molto importante che col senno di poi potrebbe risultare scontata. Quando fingiamo un’emozione che in realtà non stiamo provando è proprio grazie a tale distinzione che ci permette di servirci di specifiche configurazioni facciali, posturali e comportamentali, globalmente condivise, e riprodurle, sebbene noi non stiamo sentendo affatto quella emozione.


Le emozioni quindi iniziano ad avere effetto sulla mente tramite i sentimenti, ma è solo attraverso la coscienza (il senso di sé) che noi siamo in grado di rappresentare tali sentimenti ed esserne coscienti, per ottenere un effetto duraturo.

Ho messo in corsivo nella frase precedente due parole non a caso, anzi, visto che rappresentano due delle tre fasi attraverso le quali noi elaboriamo l’emozione:


  • Lo stato di Emozione, si realizza non consciamente

  • Lo stato del Sentire, può essere rappresentato non consciamente

  • Lo stato del Sentire reso Conscio, ossia reso noto a noi e al nostro organismo